Come scrivere bene: 7 vizi della scrittura che allontanano i tuoi lettori Clara Amico 11 Aprile 2026

Come scrivere bene: 7 vizi della scrittura che allontanano i tuoi lettori

Scrivere bene non significa usare parole difficili o sfoggiare un vocabolario ricercato. Al contrario, la buona scrittura è come un espresso perfetto: denso, corposo e senza troppi fronzoli che ne coprano l’aroma originale.

In questo articolo, esploreremo come “correggere” i nostri testi quotidiani — che siano articoli di blog, email di lavoro o post sui social — per renderli più efficaci, umani e, soprattutto, leggibili. Oggi partiamo dalle basi: come eliminare il superfluo per far risaltare il messaggio.

Partiamo!

1. La perenne trappola dell’aziendalese

Quante volte hai letto frasi come “implementare soluzioni sinergiche per il core business”? Questo linguaggio, noto come “aziendalese”, è il nemico numero uno della chiarezza.

Perché evitarlo: Le parole abusate perdono significato. Quando scrivi per il tuo brand, vuoi connetterti con persone reali, non con algoritmi aziendali. La correzione: Invece di “implementare”, usa “fare” o “avviare”. Invece di “problematiche”, usa “problemi”. La semplicità non è mancanza di competenza, è il massimo grado di raffinatezza.

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2. L’assurda paura del punto e l’abuso incontrastato della virgola

Molti scrittori alle prime armi hanno paura di fermarsi. Creano frasi chilometriche, piene di incisi e subordinate, che costringono il lettore a tornare a inizio riga per capire il senso del discorso.

Il consiglio di Coffee Corretto: Il punto è il tuo miglior alleato. Accorcia le frasi. Una frase, un concetto. Se vedi che una frase supera le due righe, probabilmente c’è una virgola che vorrebbe diventare un punto. Il punto dà ritmo e permette al lettore di “prendere fiato”, proprio come tra un sorso di caffè e l’altro.

3. Verbi deboli e nomi pesanti, l’effetto della nominalizzazione

C’è una tendenza molto diffusa a trasformare i verbi in nomi. Ad esempio: “Procederemo alla creazione del file” invece di “Creeremo il file”.

Perché è un errore: La nominalizzazione appesantisce il testo e lo rende statico. Il verbo è il motore della frase: usalo nella sua forma attiva. Rende la lettura più energica e coinvolgente.

  • No: “Effettuare la registrazione”.
  • Sì: “Registrati”.

 

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4. Aggettivi e avverbi: usali come lo zucchero (ovvero, poco)

Un caffè con troppo zucchero diventa stucchevole. Lo stesso vale per un testo pieno di aggettivi come “fantastico”, “incredibile”, “unico” o avverbi che finiscono in -mente (“estremamente”, “veramente”).

La regola d’oro: Se un sostantivo è forte, non ha bisogno di aggettivi. Se un verbo è preciso, non ha bisogno di avverbi. Non dire che un servizio è “veramente eccellente”, dimostralo con i fatti e usa un linguaggio diretto. Gli avverbi spesso sono solo “grasso” che rallenta la lettura.

5. La forma passiva: il vero sonnifero del copywriting

“Il tuo ordine verrà spedito dal nostro team” vs “Il nostro team spedirà il tuo ordine”. Noti la differenza? La seconda frase è più calda, diretta e assume una responsabilità.

Quando usarla: La forma passiva è utile solo quando vuoi nascondere il soggetto o quando l’azione è più importante di chi la compie. Ma nel 90% dei casi, la forma attiva vince perché è più onesta e colloquiale. Chi scrive bene ci mette la faccia (e il soggetto).

6. Gli incisi infiniti

Le parentesi e i trattini sono utili, ma se ne abusi distruggi la struttura logica della frase. Pensaci, risulta quasi rotta! Quando apri troppi incisi, il lettore deve tenere a mente troppe informazioni contemporaneamente prima di arrivare al verbo principale.

La correzione: Se un’informazione tra parentesi è importante, falla diventare una frase a sé stante. Se non è importante, cancellala. La pulizia è una forma di rispetto verso il tempo del tuo lettore.

7. Il tono di voce “robotico”

Scrivere in modo corretto non significa scrivere in modo freddo. Molti pensano che per essere autorevoli si debba essere distaccati. Al contrario, oggi l’autorevolezza passa attraverso l’empatia.

Consiglio pratico: Leggi il tuo testo ad alta voce. Se suona strano o se non lo diresti mai a un amico davanti a un caffè, allora è da riscrivere. La scrittura per il web deve essere una conversazione, non un monologo accademico.

Come scrivere bene, un testo che funziona

Imparare a scrivere bene è un percorso di sottrazione. Più togli ciò che non serve, più ciò che resta acquista valore. In Coffee Writing, crediamo che la cura del linguaggio sia il primo passo per una strategia di marketing che funzioni davvero.

Un testo pulito, corretto e ritmato non solo piace a Google (che premia la leggibilità), ma soprattutto crea un legame di fiducia con chi legge. E in un mondo pieno di rumore, la chiarezza è il rumore più forte di tutti.

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