Espresso tips: 5 verbi da eliminare per snellire i tuoi testi
Hai presente quando ordini un espresso al bar con il massimo delle aspettative, ma qualche minuto dopo ti ritrovi tra le mani una tazza di caffè slavato e dal sapore orribile? Ecco, non è così raro provare la stessa sensazione leggendo alcuni testi online. Testi annacquati e privi di brio.
Spesso, senza neppure accorgercene, riempiamo i nostri articoli e le nostre e-mail di parole “riempitive” che non aggiungono sapore, piuttosto tolgono energia al messaggio. Il colpevole principale? I verbi deboli. Quei verbi generici che usiamo per abitudine, e un po’ per pigrizia, ma che rendono inevitabilmente la lettura faticosa e poco incisiva.
Se vuoi che il tuo copy abbia la spinta di un caffè ristretto alle otto del mattino, devi imparare a usare il setaccio!
In questo articolo, vedremo 5 verbi “caffeina-free” da eliminare subito dal tuo vocabolario, e anche come sostituirli con alternative che lasciano davvero il segno. Preparati: stiamo per dare una scossa alla tua scrittura.
I 5 Verbi “Caffeina-Free”
Per dare ritmo alla tua scrittura, dobbiamo passare da verbi che “occupano spazio” a verbi che “creano scenari”.
Ecco la nostra lista nera:
1. Il verbo “fare” (Il re indiscusso dell’approssimazione)
È il jolly che usiamo quando siamo pigri. Ma sai, il lettore vuole precisione, non faciloneria.
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No: “Fare una torta” / “Fare un progetto”.
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Sì: “Preparare una torta” / “Sviluppare un progetto”.
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Il consiglio del barista: Cerca l’azione specifica che sta compiendo il soggetto.
2. Il verbo “dire” (insapore)
Nelle storie o nelle interviste, “dire” è come un caffè d’orzo: piatto (non me ne vogliano gli amanti dell’orzo). Insomma, non trasmette l’emozione del tono di voce.
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No: “Disse con rabbia”.
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Sì: “Tuonò” / “Sbraitò“.
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Il consiglio del barista: Se il personaggio sussurra, urla o balbetta, usa il verbo che descrive il suono.
3. “Esserci / Avere” (pesi massimi, da utilizzare con parsimonia)
Spesso creano strutture passive che rallentano la lettura. Sono i “grassi saturi” della scrittura.
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No: “C’è una soluzione per ogni problema”.
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Sì: “Ogni problema nasconde una soluzione”.
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Il consiglio del barista: Prova a trasformare il complemento oggetto nel vero protagonista della frase.
4. Il verbo “effettuare” (il burocratese per eccellenza)
Tipico di chi vuole apparire “importante” e sofisticato, ma finisce per compilare un modulo dell’Agenzia delle Entrate.
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No: “Effettuare un controllo dei dati”.
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Sì: “Verificare i dati”.
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Il consiglio del barista: Se puoi dirlo con una parola sola invece di due, la versione singola è quasi sempre la più forte.
5. “Iniziare a…” (preambolo evitabile)
A meno che non si tratti di un testo di narrativa o che il focus non sia proprio all’inizio, meglio evitare divagazioni non necessarie.
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No: “Iniziò ad assaporare la torta”.
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Sì: “Assaporò la torta”.
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Il consiglio del barista: Vai dritto al punto. L’azione è più potente se non viene annunciata.
La tecnica del “setaccio”
Prima di pubblicare il tuo post, fai questo test:
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Premi
Ctrl+FoCmd+Fe cerca la parola “fare”. -
Chiediti: “C’è un verbo più preciso che può descrivere questa azione?”
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Se la risposta è sì, sostituiscilo. Senza pensarci.
Il tuo testo sembrerà improvvisamente più pulito, professionale e piacevole da leggere.
Migliora la tua scrittura, eliminando i verbi “d’Achille”
Scrivere bene non significa usare parole difficili, ma scegliere quelle giuste. Un copy asciutto è un copy che rispetta il tempo del lettore.
Qual è il “verbo pigro” che ti scappa più spesso sotto le dita? Scrivimelo nei commenti, troviamo insieme un’alternativa più aromatica!