TRAINING
THE MIND

Pronti ad allenare la mente?

Nella palestra di Coffee Writing potrai allenare la tua penna creativa
con tanti esercizi divertenti sulla scrittura.

Immaginerai nuovi scenari e combatterai la banalità a colpi di creatività.
Certo, non senza un po' di senso dell'humor.

Imparerai a non blaterare troppo e a semplificare i concetti
utilizzando esclusivamente le parole giuste.

E, soprattutto, riuscirai a farlo con uno stile unico: il tuo.

Hai soltanto 20 minuti?

Ti bastano 20 minuti per svolgere questi esercizi!

Il libro degli esercizi

Scegli la categoria e inizia ad allenare la tua penna!

Semplicità

Farla semplice no, non è affatto semplice.

Mettiti nei panni del tuo interlocutore. Per avere successo sul web – e anche nella vita- bisogna farsi capire. Bisogna saper raccontare e riuscire a esprimersi con parole semplici: mai essere prolissi e mai utilizzare parole troppo difficili.

Di seguito troverai un testo davvero complicato, che farebbe scappare a gambe levate anche un topo di biblioteca. Rendilo semplice, riscrivilo in modo che sia comprensibile a chiunque.

“Di fronte alla impronta vagamente sociologica di molte leggi e alla crescente tortuosità delle norme legislative i funzionari reagiscono, rifugiandosi in paradigmi di scrittura ancorati a schemi “tradizionali”. Tutto ciò favorisce forme di linguaggio a “circuito chiuso “ nelle quali gli unici veri danneggiati sono i componenti della collettività”.

Mamma, mamma! Mi spieghi che significa “apatia”?

No, non ci si può certo rifiutare. Ecco come l’enciclopedia Treccani spiegherebbe il termine “apatia” a una povera bambina di cinque anni. In effetti, nel testo che segue, non è da tutti comprendere appieno il significato di ogni termine.

In questo esercizio di semplicità dovrai trasformare questo testo, rendendolo chiaro e semplice per tutti: per un bambino, ma anche per un utente comune.

Ecco il testo:

In filosofia, secondo la dottrina degli stoici e degli epicurei, stato di perfezione contemplativa dello spirito, in cui nulla si aborre e nulla si desidera. Coincide sostanzialmente con l’adiaforia e l’atarassia ed è l’ideale del saggio e l’attributo per eccellenza del divino, quale è concepito dagli epicurei“.

Semplificare, semplificare, semplificare! 

No, non siamo in una scuola militare, ma questo è uno degli slogan con cui andrebbero tappezzati tutti i siti web in circolazione.

Se c’è una cosa che fa letteralmente accapponare la pelle è proprio il linguaggio amministrativo. Se siete nel settore non me ne vogliate: sono certa che la pensate come me. Ecco un breve estratto della Mediazione obbligatoria di Giulio Spina – brrr… -, trasformalo in un testo semplice e soprattutto chiaro per l’utente più comune.

“La natura obbligatoria della mediazione – prevista, come detto, esplicitamente dalla citata norma di legge (motivo per cui si parla anche di mediazione obbligatoria ex lege) – discende dalla circostanza che nelle controversie in questione il procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità della successiva (ed eventuale) domanda giudiziale (motivo per cui si parla anche di mediazione obbligatoria ante causam).

In estrema sintesi, ciò significa che, in caso di controversia vertente in una delle materie in questione, per poter ottenere una sentenza di merito da parte del giudice, occorre prima svolgere il procedimento di mediazione“.

Punti di vista e immedesimazione

A volte, è questione di punti di vista.

Racconta una storia dal punto di vista di un gatto. Proprio così.
Immagina di essere un gatto e di vivere la tua straordinaria giornata, affrontando pericoli e insidie, raccontandola nei minimi dettagli.

Cosa faresti, cosa penseresti e dove andresti se fossi un gatto? E, soprattutto, come la racconteresti questa storia?

Un consiglio: chiudi gli occhi e immedesimati per davvero.

Sembra la storia più vecchia del mondo, ma se toccasse proprio a te?

Immagina di aprire gli occhi e di risvegliarti nel corpo di qualcun altro, possibilmente di un altro sesso. Niente panico, o forse sì.

Racconta la tua storia nei minimi dettagli: come affronteresti questa scoperta? Cosa diresti a te stesso/a? Qual è la prima cosa che faresti?

Non porti limiti, esprimi un te stesso diverso, immedesimati nel corpo di un altro.

Mettersi nei panni di qualcun altro non è semplice, ma a volte non sarebbe male.

Immagina di essere il Presidente della Repubblica e di dover scrivere il discorso d’apertura di un’importante conferenza. Saranno presenti tutte le autorità e i capi di Stato e di governo del mondo.

Scrivi il tuo discorso parlando dei temi attuali, di come vorresti affrontare le più importanti questioni internazionali, di cosa cambieresti nell’attuale politica di governo e di tutto ciò che ti sta a cuore.

  1. Non avere fretta;
  2. Fa’ una scaletta dei punti più importanti. Insomma, sei il Presidente, ti tocca fare un bel discorso per non rischiare brutte figure.

Questo esercizio non è soltanto per le dolci metà.

Quante volte ti sarà capitato di litigare con qualcuno? In quelle occasioni sarà stato difficile riuscire a comprendere il punto di vista del tuo interlocutore, tanto da arrivare credere di essere l’unico/a, tra i due, ad aver ragione.

E se per una volta ti mettessi nei panni dell’altro, vivendo un litigio dall’altro punto di vista anziché dal tuo. Lo so, è difficile, ma puoi farcela.

Immagina un litigio già affrontato o creane, nella tua mente, uno nuovo. Descrivi il tuo punto di vista e avvalora la tua tesi. Poi cambia ruolo e mettiti nei panni del tuo interlocutore: immedesimati per davvero e cerca di cambiare punto di vista. Racconta tutto nei minimi dettagli.

Alla fine, chi dei due aveva ragione?

Descrizione e chiarezza espositiva

Ci sembra di conoscere tutto, ma quando si tratta di descrivere qualcosa che conosciamo il nostro cervello va in tilt. 

A volte, anche le cose più banali sembrano complicate e riuscire a spiegarle non è affatto semplice.

Una bambina di 4 anni ti affida un compito importante: descrivere il mondo.

Lei non lo conosce bene,  non sa com’è fatto, quanto è grande, come ci si muove per andare da un posto all’altro, cosa c’è da vedere. Insomma, immagina di dover dare una risposta soddisfacente, veritiera e al tempo stesso emozionante su come è fatto il mondo in cui viviamo.

Come lo descriveresti il mondo a una bambina di 4 anni? Perditi nei dettagli.

Descrivere le emozioni.

A una mostra d’arte sull’impressionismo francese ti capita di ritrovarti di fronte al meraviglioso quadro de Il pranzo di Claude Monet. Ti si avvicina un non vedente che ti chiede di descrivergli il quadro nei minimi particolari.

Come glielo descriveresti per fargli provare le stesse sensazioni che provi tu nel guardarlo?

Per uno scrittore vedere è importante, ma forse non fondamentale. 

Hai mai chiuso gli occhi per lasciarti trasportare da tutti i sensi tranne quello più importante di tutti: la vista?

Questo esercizio serve a stimolare tutti gli altri sensi, spingendo le tue capacità descrittive verso territori inesplorati.

Va’ nel tuo balcone, nella tua veranda o metti la testa fuori dalla finestra: chiudi gli occhi e descrivi tutti i suoni, i profumi e le emozioni che senti e che provi.

Tecnica

Da una fotografia nascono altre storie.

Scegli una fotografia dai tuoi album di famiglia o dai file del tuo pc.

Osservala bene e poi descrivila nei minimi dettagli: scrivi un breve racconto su quella foto ricordando il luogo, le persone, descrivendone i volti, raccontando l’occasione di quello scatto. Non tralasciare nulla.

Rileggi il racconto e trasformalo in una storia fantastica. Sostituisci i personaggi, altera le loro vite, racconta la tua storia con un’altra prospettiva.

Buon lavoro e buon divertimento!

Tecnica

Carta e penna alla mano!

Questo è un ottimo esercizio per esercitare la tua tecnica di scrittura degli articoli.

Racconta una storia, vera o di tua invenzione, seguendo queste linee guida:

  1. Il testo deve iniziare con un’introduzione sintetica ed esplicativa;
  2. Il testo deve essere poi suddiviso in 3 paragrafi con relativi titoli;
  3. La parte conclusiva del testo deve contenere una call to action (invito all’azione);
  4. La parola chiave da te scelta deve essere inserita almeno nel titolo della storia, nell’introduzione e nel primo paragrafo di testo;
  5. Il testo deve contenere un minimo di 300 parole;
  6. Scegli un titolo accattivante ed efficace.

Prenditi il tuo tempo, non avere fretta. Fa’ una bozza, scrivi, rileggi, aggiusta.

Tecnica e concentrazione. 

Questo esercizio di tecnica è perfetto per esercitare la penna e stimolare la concentrazione.

Dovrai scrivere un breve racconto che contenga queste cinque parole:

  1. Artificiale;
  2. Ridondante;
  3. Inverno;
  4. Branco;
  5. Pagliaccio.

Prenditi del tempo per scrivere la tua storia.

Crea nella tua mente le parti che comporranno questo racconto, collega le parole, scrivi una bozza del testo e revisionalo prima di completare l’esercizio.

Una lettera può bastare.

Apri il dizionario.

Quale lettera ti è capitata?

Utilizzala per scrivere un’intera frase, di senso compiuto, che contenga parole che inizino esclusivamente con questa lettera (preposizioni e articoli esclusi).

Tempo di consegna per ogni lettera che ti capiterà: 15 minuti!

Dall’inizio alla fine. 

1) “Era una giornata grigia e cupa e la mamma era già andata via“;

2) “Aveva capito che non poteva essere altrimenti“.

Scrivi un breve racconto, reale o fantastico, che inizi con la prima frase indicata e che si concluda con la seconda.

Non porti limiti di tempo né di trama: sii originale e ricorda di scrivere per i tuoi lettori!

Sintesi

Riuscire a sintetizzare significa rendere un testo più efficace e più diretto.

Arrivare dritto al punto, rendere il messaggio subito chiaro ed evitare inutili giri di parole è il modo migliore per conquistare i tuoi lettori.

Prima fase: Prendi un oggetto qualsiasi e descrivilo nei minimi dettagli. Descrivilo come se dovessi trasformare una fotografia in un insieme di parole: il racconto, quindi deve essere davvero dettagliato. Non preoccuparti di dilungarti troppo, l’esercizio serve proprio a questo!

Seconda fase: Una volta scritta la tua lunga e dettagliata descrizione dell’oggetto dovrai fare un’operazione ancora più complessa. Rileggi il testo e inizia a sottolineare tutto ciò che per te risulta ridondante e poco efficace. Sostituisci gli insiemi di parole con parole uniche, accorcia le frasi e rendi il testo quanto conciso e diretto, evitando inutili giri di parole.

Attenzione però: il testo dovrà comunque mantenere la sua coerenza e avere lo stesso senso del testo lungo, ma essere più efficace e sintetico!

È molto più complicato essere efficaci con poche parole che con tante.

Immagina di dover concentrare tutto in poche, pochissime battute anziché in centinaia.

In questo estratto dettagliato sul Campari, estrapolato da Wikipedia, ci sono ben 189 parole.

Obiettivo: Rendi questo testo sintetico ed efficace, trasformandolo e rendendolo originale: dovrà contenere meno di 100 parole!

“Il Campari è una bevanda alcolica, prodotto di punta dell’azienda italiana Gruppo Campari. Si tratta di un bitter ottenuto dall’infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in una miscela di alcool e acqua, dall’aroma intenso e dal colore rosso rubino.

Il Campari Bitter si ottiene partendo da una soluzione alcolica con estratti di erbe e piante e frutti; le fasi di lavorazioni prevedono che le erbe siano messe in infusione in acqua a 100 °C; poi si aggiunge alcol puro lasciando macerare il tutto. Finito tale processo si separano le erbe dalla massa liquida, ottenendo un infuso aromatico di 69° vol circa. A quest’ultimo si uniscono sciroppo di zucchero, acqua distillata, ancora alcol e colorante rosso naturale.

Solitamente il Campari Bitter si serve all’ora dell’aperitivo, servito liscio ghiacciato con uno spruzzo di seltz freddo, in un apposito bicchiere tenuto precedentemente in freezer. Il Campari Bitter è inoltre utilizzato per la preparazione di numerosi cocktails e long drinks, come l’Americano, il Negroni, il Negroni Sbagliato il Milano-Torino, il Garibaldi e il Boulevardier. Il Campari Bitter è distribuito in oltre 190 Paesi.”

Qual è l’obiettivo di una campagna pubblicitaria?

Sicuramente quello di spingere all’acquisto veicolando un messaggio ben preciso, comunicando valori ed emozioni e utilizzando poche parole, ma efficaci.

I testi delle pubblicità sono – quasi – sempre chiari, intensi e brevi. Arrivano dritti al punto e suscitano emozioni utilizzando poche parole, quasi mai esplicite, per convincere il proprio pubblico dell’importanza di quel prodotto nel giro di pochi secondi.

Esercizio: Crea uno spot di poche battute partendo da questo testo sulla GoPro Hero 6. Scopri i dettagli più importanti del prodotto, definisci il messaggio che desideri trasmettere, fa’ una lista delle caratteristiche e trova le parole più giuste ed efficaci per comunicarlo al meglio.

Ecco il link del prodotto sul quale fare la tua campagna!

Immaginazione e creatività

Scegli una persona della tua vita o un personaggio noto che conosci bene.

Fa’ una lista di tutte le parole chiave che ti vengono in mente pensando a questa persona o a questo personaggio.

Cosa lo contraddistingue? Com’è la sua vita e cosa ne fa parte? Per esempio, alcune parole chiave potrebbero essere: “altruista”, “religiosità”, “malaffare”, “scuola militare”.

L’obiettivo di questo esercizio è quello di riscrivere la sua storia utilizzando tutte, ma proprio tutte le parole presenti nella lista.

Ma se seguissi la trama che già conosci non ci sarebbe alcun divertimento. Dovrai stravolgere del tutto la sua storia, trasformando la sua vita e anche il personaggio.

Esci fuori dagli schemi!

Ogni giornata è caratterizzata da un’emozione.

Un giorno ci si sveglia demotivati e non si ha voglia di far nulla, altre volte, invece, ci si sveglia determinati, con la voglia di conquistare il mondo!

Pensa all’emozione che ha predominato e influenzato in gran parte questa tua giornata. Prendi carta e penna – o monitor e qwerty – e inizia a raccontare, senza fermarti, la tua giornata.

Cosa hai fatto, come l’hai affrontata e soprattutto cosa hai provato?

Perditi nei dettagli e non badare alla punteggiatura né alla forma. Parla in prima persona.

Quando avrai finito di scrivere rileggi il testo, correggi gli errori e sistema forma, punteggiatura e sintassi. Sostituisci la prima persona e i relativi pronomi personali con quelli di un personaggio inventato.

Fa’ lo stesso giorno dopo giorno. Questo esercizio ti aiuterà a focalizzare le emozioni e a trascriverle, esercitando la mente a ripercorrere gli step delle tue giornate trasformandoli in parole. Non manca la creatività: ti ritroverai tra le mani una raccolta di racconti straordinari ed emozionanti da rileggere e raccontare!

A volte ci vuole una fervida immaginazione.

Soprattutto quando si parla di copywriting e scrittura creativa.

Questo esercizio serve a stimolare proprio la tua creatività e ti costringe a uscire fuori dagli schemi, spingendoti a immaginare scenari nuovi, sconosciuti e non necessariamente reali.

Immagina di svegliarti, aprire gli occhi e di ritrovarti in un letto diverso dal tuo, in una casa che non è la tua, con persone che non hai mai visto in vita tua.

Ti ritrovi improvvisamente nel corpo di un’altra persona, ma non di una persona qualunque: sei il figlio di un ricco imprenditore della zona. Insomma, se solo volessi potresti oziare tutto il giorno.

Come ti comporteresti? Daresti di matto o approfitteresti della situazione? Come sarebbe la tua vita da questo momento in poi?

Racconta la tua storia.

Questione di stile

Lavorare sullo stile è importante, soprattutto per chi, per questioni di lavoro, deve necessariamente cambiare continuamente registro linguistico.

Lo stile del testo, quindi, cambia in base ai nostri interlocutori, al target di riferimento, al mercato a cui ci rivolgiamo, all’argomento che trattiamo e al settore per il quale scriviamo.

Trasforma questo piccolo articolo di cronaca, estrapolato dal sito dell’ANSA, in una favola da raccontare ai bambini. Aggiungi qualche parola, dove necessario, per esaltare la trama di questa storia.

“(ANSA) – CAGLIARI, 16 FEB – Perquisizioni della Guardia di Finanza a Cagliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura sulla truffa per i contributi regionali destinati alle cooperative del latte, gli aiuti stanziati con il bando per la diversificazione produttiva utile a ridurre la quantità di latte di pecora usato per produrre il pecorino romano. Quattro le ‘visite’ degli uomini del Nucleo di polizia tributaria nelle sedi di altrettante tra cooperative e aziende del latte.
Massimo riserbo su cosa i Finanzieri stessero cercando e su quali documenti abbiano prelevato. A gennaio erano scattate le prime acquisizioni di documentazione. I militari erano entrati nelle sedi di due coop nella zona di Oristano e di Sassari, oltre ad aver fatto visita all’agenzia regionale Argea, portando via i documenti del bando e gli statuti delle cooperative”.

Avere uno stile personale non basta.

Avere uno stile personale e distinguersi dagli altri copywriter in circolazione è fondamentale e anche inevitabile, ma è altrettanto importante riuscire a essere versatili e saper stravolgere il proprio stile di scrittura per essere scrittori a tutti gli effetti.

Questo esercizio ti farà lavorare soprattutto sul cambio di stile, spingendoti a modificare il tipo di linguaggio e il modo di esprimerti attraverso le parole.

Scrivi in poche righe la tua giornata di ieri, dal risveglio fino all’ora di andare a dormire. Segui il tuo stile, senza riflettere sul come raccontarla.

Riscrivi lo stesso testo in altri 3 modi diversi:

  1. Come se dovessi presentarla a un comizio elettorale;
  2. Sotto forma di poesia;
  3. Nel tuo dialetto regionale.

Buon lavoro!

Cambio di stile!

Trasforma questo sonetto di William Shakespeare in un’opera di scrittura contemporanea:

  1. Sostituisci la forma poetica con un semplice testo narrativo;
  2. Modifica le parole trovando sinonimi comprensibili all’utente comune;
  3. Il testo non deve più sembrare un’opera di Shakespeare, ma un semplice racconto.

In me tu vedi quel periodo dell’anno
quando nessuna o poche foglie gialle ancor resistono
su quei rami che fremon contro il freddo,
nudi archi in rovina ove briosi cantarono gli uccelli.
In me tu vedi il crepuscolo di un giorno
che dopo il tramonto svanisce all’occidente
e a poco a poco viene inghiottito dalla notte buia,
ombra di quella vita che tutto confina in pace.
In me tu vedi lo svigorire di quel fuoco
che si estingue fra le ceneri della sua gioventù
come in un letto di morte su cui dovrà spirare,
consunto da ciò che fu il suo nutrimento.
Questo in me tu vedi, perciò il tuo amor si accresce
per farti meglio amare chi dovrai lasciar fra breve.

Storytelling

L’arte del raccontare o più semplicemente storytelling

Ma come si fa a creare dei testi che siano veri e propri capolavori di storytelling?

Lo avrete sentito così tante volte e saprete anche che funziona davvero per comunicare un brand, i suoi valori, i suoi obiettivi o per rendere la descrizione di un semplice prodotto un racconto emozionante.

Questo esercizio ti aiuterà a trasformare un banale testo descrittivo in una storia capace di intrattenere, coinvolgere e conquistare.

Trasforma questa asettica descrizione di prodotto in un testo pubblicitario che sfrutti il potere dello storytelling. Si tratta dei Guanti Touch Screen OZERO: scaldamani, anti-vento e impermeabili, perfetti sia per per uomo che per donna.

Consigli:

  1. Stabilisci il target: chi potrebbe essere interessato a comprare questo tipo di guanti?
  2. Evidenzia le peculiarità di questo prodotto;
  3. Individua i punti di debolezza del tuo target e sfrutta la chiave emotiva;
  4. Ricorda che il prodotto risponde a un problema specifico: devi fornire la soluzione a questo problema. Qual è la richiesta di questa nicchia di mercato e cosa puoi offrire per soddisfarla? Parla dei vantaggi.
  5. L’importante non è dirlo, ma come dirlo.

Ecco il testo da trasformare:

  • Elegante sia per gli uomini e le donne – ozero antivento e resistente all’ acqua Touchscreen sensibile guanti sono perfetti per uomini e donne in viaggio.
  • Touchscreen facile Pads – Mantenere le proprie dita al caldo e asciutto mentre si usa il tuo dispositivo. ozero guanti sono rivestiti con un tessuto conduttivo su pollice e dito indice che permette di toccare e scorrere con facilità. Funziona perfettamente con iPhone 7/6/6S/5/5S, iPad e Samsung S6/S5/Note 7/Note 6/Note 5 etc.
  • Resistente all’ acqua e antivento in tessuto resistente all’ acqua – alta qualità Shell mantiene le mani asciutte in neve o pioggia leggera mentre un componente in PVC flessibile mantiene freddo vento sulla vostra pelle. Si prega di notare che il tessuto di Shell guanti è impermeabile, ma non è adatto per immersione in acqua per lungo tempo perché le cuciture e punte del pollice e dito indice non è impermeabile.
  • Polsino elastico ad alta densità per una vestibilità aderente – polsini elastici per mantenere i guanti aderente al tuo mani e mantiene il freddo vento e acqua.
  • Perfect Fit – disponibile in S, M, L, XL per una perfetta vestibilità. Misurare la circonferenza della mano per trovare la taglia giusta sull’ immagine diagramma.

Quali sono i punti essenziali di una storia di successo?

  1. Semplicità: le storie semplici sono quelle più potenti.
  2. Fiducia: il pubblico deve avere fiducia nel narratore o nel brand.
  3. Emozionalità: le storie più efficaci sono quelle che fanno leva sulle emozioni e che puntano sulle debolezze del proprio pubblico.
  4. Familiarità:  una storia di successo deve risultare familiare al pubblico: deve essere condivisibile e riconoscibile.
  5. Relazionalità: bisogna creare un ponte tra il pubblico e la narrazione. Fa’ in modo che esso si identifichi nei personaggi e nella storia.
  6. Immersione: il pubblico deve immergersi nella storia, diventarne l’unico protagonista.
  7. Libera interpretazione: la storia deve essere personale. L’ascoltatore deve poterla interpretare liberamente, dandole il significato che desidera.

Eccoti un esempio di storytelling efficace che sfrutta tutti i punti essenziali di una storia di successo.

Fa’ lo stesso con questa recensione di Android World che descrive le caratteristiche dell’Asus Zenfone 4. Tieni a mente tutti i punti per scrivere il tuo spot.

ASUS riprende in buona parte il design del modello Zenfone dello scorso anno spostando però il lettore di impronte digitali dalla parte posteriore a quella frontale. Oltre a questo adesso il modulo per le fotocamere non è più sporgente ma è stato integrato all’interno del vetro posteriore andando quindi a impreziosire il design generale dello smartphone adesso più pulito, anche se forse con un po’ meno di personalità, essendo più simile ad altri modelli in commercio. Ma questo non significa che sia meno bello, perché Zenfone 4 è sicuramente uno smartphone che si lascia apprezzare grazie al suo profilo metallico opaco dello stesso colore del resto dello smartphone e un retro in vetro con un effetto cangiante circolare attorno al logo ASUS. Lo smartphone non è dei più compatti ma lo schermo ampio giustifica in buona parte questo limite.

 

Quiz: mettiti alla prova!

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