WordPress Gutenberg: perché il nuovo editor non ci piace (e come tornare al vecchio)

Dic 11, 2018Tracce, Wordpress5 commenti

Sarà capitato a molti, in questi giorni, di entrare nell’editor di WordPress per scrivere un articolo e ritrovarsi la schermata totalmente stravolta.

È “colpa” della nuova major release 5.0 e del nuovo editor di WordPress Gutenberg. La cattiva notizia è che diventerà predefinito e che nessuno ne è immune; la buona è che si può tornare al caro vecchio editor installando un semplice plugin. 

Wordpress Gutenberg: il nuovo editor

 

WordPress Gutenberg: com’è il nuovo editor?

Era lì, nella bacheca, da qualche mese e cercava di spingerci a cliccare sul tasto blu per installare il nuovo editor. In pochi hanno ceduto: siamo tutti un po’ tradizionalisti.

Eppure il momento è arrivato e ha scelto lui per noi. Tra qualche giorno WordPress Gutenberg verrà installato automaticamente senza dare più alcuna possibilità di scelta.

Nella descrizione del plugin si legge: “Gutenberg è più di un editor. Mentre l’editor è l’obiettivo immediato, il progetto alla fine avrà un impatto sull’intera esperienza di pubblicazione inclusa la personalizzazione”. E fin qui tutto bene, peccato che l’esperienza di pubblicazione non sia stata, per molti (compresa me), così esaltante.

WordPress Gutenberg, idealmente, richiama molto il plugin gratuito “Elementor” e i page builder a pagamento come, ad esempio, “Visual Composer”. Programmi creati ad hoc e fatti per rendere l’esperienza di utilizzo più pratica, permettendo di personalizzare ulteriormente i contenuti con straordinari drag&drop e widget e di creare layout complessi.

Il tentativo dei creatori di WordPress è stato quello di essere un po’ più a passo con i tempi e di “imitare” le piattaforme un po’ più performanti come quelle di Ghost. C’è riuscito?

Wordpress Gutenberg le valutazioni degli utenti

WordPress Gutenberg: la community non lo ama

WordPress Gutenberg segna un grande cambiamento e porta con sé un po’ di pro e molti contro. Innanzitutto, l’incompatibilità con molti plugin e temi che non potranno né essere aggiornati né installati. Nonostante le pressioni degli sviluppatori di ritardare il suo ingresso, Gutenberg è infatti arrivato prima del previsto creando non pochi problemi.

Utenti e programmatori non si sono fatti attendere, invadendo i forum di supporto di WordPress per segnalare bug, errori e incompatibilità.

Inoltre, penso che il fatto che funzioni esattamente come una sorta di page builder penalizzi anche dal punto di vista della SEO. L’articolo, lato html, mostra un bel po’ di codice in più tra le varie parti che compongono l’articolo, dividendolo in tanti blocchi sconnessi.

E il nuovo editor?



 

WordPress Gutenberg: scrivere un articolo con il nuovo editor

L’editor di WordPress Gutenberg stravolge ulteriormente l’esperienza di scrittura. Accedendo all’area dedicata alla redazione di un nuovo articolo compare una schermata estremamente semplificata, ma anche non molto intuitiva. A proposito, puoi divertirti a utilizzarlo accedendo al sito dedicato (l’unica cosa che ho apprezzato tantissimo).

L’area del testo è composta da blocchi che si possono creare, duplicare, spostare o eliminare. Per aggiungere l’immagine in evidenza o i tag bisogna andare sulla destra e aprire tutte le voci corrispondenti. Inserire un codice html o creare uno spazio tra un titolo e un’immagine diventa una non tanto breve odissea se non si sa esattamente dove andare.

Poi, però, dopo qualche imprecazione davanti al pc sono riuscita a pubblicare il mio articolo.

 

WordPress Gutenberg: come tornare al vecchio editor

Il vecchio ci piace. Soprattutto quando è veloce, agevole e pratico. Ma, al di là della pignoleria, tornare al vecchio editor non è affatto difficile e la cosa ci conforta, non poco.

Si chiama Classic Editor e permette di tornare alla versione precedente e abbandonare il nuovo editor impostato di default. Non è strano che questo plugin abbia molte più valutazioni positive di Gutenberg.

E tu, cosa ne pensi del nuovo WordPress Gutenberg?

 



5 Commenti

  1. Edoardo

    Mi trovi d’accordo. Questo editor ha una user experience tra le peggiori che abbia mai provato. Bocciato. Ora che faranno quelli di WP? Mi chiedo perchè ancora non abbiano fatto un passetto indietro dopo tutte queste lamentele

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    • Clara Amico

      Ciao Edoardo, ti comprendo appieno dato che il passaggio è fin troppo drastico. Penso avrebbero dovuto fare un aggiornamento a piccoli passi, perché è davvero eccessiva la trasformazione che ha subito l’editor di WordPress.
      Il loro scopo era principalmente quello di rendere fruibile WordPress a chi non ne capisce granché di HTML e CSS (anche perché il target principale è e continua ad essere quello dei blogger). Diciamo che WordPress si è sempre distinto per il suo essere dalla parte dei “principianti” e penso abbia voluto rafforzare ulteriormente questa posizione.
      D’altro canto, chi ci lavora da anni si è ritrovato a fare i conti con un’interfaccia davvero fastidiosa che richiama (e anche piuttosto male) i più moderni page builder, donando a tutti simpatici bug e gravi problemi di compatibilità con i template già implementati sui siti web.
      Hanno tentato di rimediare alle polemiche lanciando il plugin per disattivare Gutenberg, ma è soltanto una questione di tempo perché dovremo tutti adeguarci alla nuova interfaccia prima o poi. L’unica nota positiva è che garantiranno il supporto per ogni problema riscontrato 😀

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  2. Giorgio Montolli

    Bisogna distinguere tra l’essere ancorati a vecchi schemi e conservare la capacità di analisi critica. Per l’utilizzo che ne faccio io giornalista-redattore Gutemberg è pessimo. La logica che ispira questo editor è quella della vetrina a blocchi, mentre un articolo di giornale si presta poco a logiche così schematiche. Inserire 10, 20 articoli forniti dai collaboratori esterni, con i necessari tagli, le necessarie correzioni diventa più laborioso con Gutemberg. Molto meglio il classico foglio bianco dove smontare e ricomporre i testi con il semplice taglia-incolla senza elementi invasivi, per poi pubblicare Del resto programmi come Word et similia sono rimasti uguali negli anni: gli sviluppatori si sono concentrati per rendere più potente questi programmi ma l’esperienza utente si sono ben guardati dall’alterarla. Inoltre non mi pare che commercialmente per Gutemberg si possa parlare di un’operazione valida. C’è un 20% di utilizzatori molto scontenti, e sono tanti. A me viene in mente il giovane manager che arriva in azienda con tante belle idee per il futuro, che però una volta realizzate portano pochi nuovi clienti mentre ne vengono persi tanti tra quelli fidelizzati nel tempo.

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  3. Giorgio Montolli

    Bisogna distinguere tra l’essere ancorati a vecchi schemi e conservare la capacità di analisi critica. Per l’utilizzo che ne faccio io giornalista-redattore Gutemberg è pessimo. La logica che ispira questo editor è quella della vetrina a blocchi, mentre un articolo di giornale si presta poco a logiche così schematiche. Inserire 10, 20 articoli forniti dai collaboratori esterni, con i necessari tagli, le necessarie correzioni e sostituzioni all’ultimo minuto diventa più laborioso con Gutemberg. Molto meglio il classico foglio bianco dove smontare e ricomporre i testi con il semplice taglia-incolla senza elementi invasivi, per poi pubblicare. Del resto, programmi come Word et similia sono rimasti uguali negli anni: gli sviluppatori si sono concentrati per rendere più potente questi applicativi ma l’esperienza utente riguardo lo scritto si sono ben guardati dall’alterarla. Inoltre, non mi pare che commercialmente per Gutemberg si possa parlare di un’operazione valida. C’è un 20% di utilizzatori molto scontenti, e sono tanti. A me viene in mente il giovane manager che arriva in azienda con tante belle idee per il futuro, che però una volta realizzate portano pochi nuovi clienti mentre ne vengono persi tanti tra quelli fidelizzati nel tempo.

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    • Clara Amico

      Ciao Giorgio, concordo con te. Sono tra coloro che hanno installato Classic editor per tornare alla versione precedente, soprattutto perché lavorando principalmente con contenuti testuali ho riscontrato più difetti a livello di UX che miglioramenti.

      Penso che, prima di sviluppare una nuova versione di uno strumento già molto valido e utilizzato da milioni di utenti, sia fondamentale mettersi nei panni degli utilizzatori e chiedersi se ne valga davvero la pena. I page builder e i blocchi ci hanno un po costretto ad adattarci a qualcosa che, fondamentalmente, ha peggiorato il nostro lavoro.

      Ovviamente, dipende da come viene utilizzato. Ci sarà sicuramente qualcuno che lo ritiene valido.

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