Editoria oggi: come avviare una casa editrice digitale
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Editoria oggi: come e perchè aprire una casa editrice digitale

Ah, l’editore. Sembra quasi stia attraversando la dura fase dell’estinzione, ma ancora c’è, non molla. Resiste.

Nell’era del self-publishing, degli ebook e di un mercato dell’editoria sempre più vasto e variegato non si può certo pensare che la figura dell’editore sia la stessa di un tempo ma, d’altra parte, alcuni editori hanno saputo adattarsi al cambiamento. In un certo senso, alcuni di loro sono gli eroi dell’editoria contemporanea.

Editoria e editoria digitale

Editoria: tra passato e futuro

Un tempo le case editrici erano affollate, piene di figure professionali indispensabili che si davano da fare senza sosta. C’era un viavai di autori, pronti a rischiare il tutto per tutto per far colpo sul direttore editoriale e poter, finalmente, pubblicare il proprio capolavoro. E poi c’erano più correttori di bozze, grafici e curatori editoriali, redattori di collane e riviste.

Oggi le case editrici non sono più così affollate. Spesso sono composte da sole due persone, e una si occupa di amministrazione, non di editoria. 

Ma il processo non è poi così diverso. Selezione dei manoscritti, correzione e revisione delle bozze, cura del progetto grafico, impaginazione e stampa. Il processo editoriale era – ed è ancora oggi – complesso e molto lungo. Prima di arrivare al tipografo, nelle librerie e tra le mani dei lettori, il libro attraversa una lunga trafila fatta di aggiustamenti e perfezionamenti.

Ma allora cos’è che è cambiato? Come un professore scruta attentamente i suoi studenti durante un esame, il direttore editoriale fa lo stesso con gli aspiranti autori. O almeno, faceva. Centinaia di manoscritti passavano tra le sue mani esperte e molti non superavano la prova, finendo inesorabilmente nei cestini delle piccole e grandi case editrici italiane.

Non aveva quasi mai dubbi. Lui sapeva scegliere, doveva scegliere. Con molta probabilità, sono diverse le opere degne di nota finite nel dimenticatoio di molte case editrici italiane. Ma non lo sapremo mai, perché ogni editore aveva un compito importante: selezionare le opere migliori e farle arrivare tra le mani dei lettori di tutto il mondo.

Oggi le case editrici non sono così rigide e drastiche. Uno dei motivi di questo cambio di rotta è il cambiamento che è avvenuto nel mondo dell’editoria. Oggi, che esiste l’auto-pubblicazione e l’auto-produzione, è più difficile per gli editori farsi valere come un tempo. L’antico fasto delle case editrici, però, non ha subito colpi d’arresto e le figure professionali all’interno delle case editrici non hanno perso il loro valore. Anzi, ne hanno acquisito di nuovi.

Oggi l’editoria si fa, ma in modo diverso. 

Editoria digitale

Casa editrice digitale: nuovi modi di fare editoria

Dal libro all’ebook, dall’ebook al print on demand. Il mondo dell’editoria sta attraversando diverse tappe, ma si sente ancora il bisogno di non abbandonare il passato.

Ci piace ancora sentire l’odore dei libri appena acquistati. Amiamo ancora andare in libreria per scrutare tra gli scaffali e passare ore e ore a sfogliare le pagine dei libri di autori appena scoperti. Adoriamo ancora sederci sulla solita panchina del parco della nostra città, circondati dagli alberi e in compagnia di un buon libro.

Insomma, perchè una cosa dovrebbe escludere l’altra?

Il libro digitale rappresenta un modo alternativo di concepire la produzione, la distribuzione e la lettura dei libri, ma non intende di certo sostituirli. È semplicemente un modo diverso di pubblicare, un modo diverso di approcciarsi alla lettura.

In questi anni, la casa editrice digitale ha spopolato. Ne sono nate diverse e la maggior parte è formata da giovani, pronti a innovare e a portare una ventata di novità nel mondo stantio dell’editoria. Altre storiche, pronte ad acquisire nuove competenze e ad affiancarle a quelle dell’editoria tradizionale. Di competenze, probabilmente, ce ne vogliono molte più di prima e le cose da fare sono davvero tante.




C’è chi ha trovato un nuovo modo di affrontare lo stallo dell’editoria tradizionale e non vede il digitale come un impedimento, bensì come una nuova opportunità.

E Marianna Martino, della casa editrice digitale Zandegù non ha dubbi, “i testi subiscono la stessa attenta analisi di quelli che pubblicavamo su carta: editing preciso e poi tantissima cura nella revisione delle bozze. Neanche da lettrice vedo una grande differenza, anche se capisco il fascino che esercita la carta e continuo anche io a comprare volumi tradizionali” (Il Libraio).

Oggi gli editori non devono soltanto preoccuparsi di trovare gli autori giusti, ma anche di sfruttare al meglio le opportunità che offrono il digitale e la rete. Il cartaceo viene affiancato così da altri processi di produzione e promozione del libro. Nascono nuove figure all’interno delle case editrici: esperti di marketing, web designer, social media manager, organizzatori di eventi culturali, formatori per corsi di editoria digitale, creatori di app. Le nuove case editrici sono dei veri centri attivi, dove nascono le idee e si mettono in moto meccanismi sempre più sorprendenti.

D’altronde, anche Karen Nahum, digital director di De Agostini libri, ha saputo cogliere l’importanza del digitale.

Il contenuto, il prodotto innovativo e il lettore sono al centro della nostra strategia editoriale e digitale. Pensiamo che il digitale non sia un fine ma uno strumento che consente di rendere più fluidi i formati, di innovare la possibilità di raccontare delle storie, di espanderle, rendendo l’interazione fra utente e contenuto un processo che si rinnova ogni giorno. La nostra strategia digital prevede di rendere visibili e presenti i nostri contenuti su tutte le piattaforme e di coinvolgere l’utente in una conversazione basata su di essi, dove i social svolgono un ruolo importante” (Giornale della Libreria).

Editoria: come si avvia una casa editrice digitale?

Tante buone idee non bastano, non bisogna farsi cogliere impreparati. Avviare una casa editrice digitale non è difficile, ma gestirla sì. Come abbiamo detto prima, bisogna avere più competenze di quelle di una volta: affiancare le competenze analogiche a quelle digitali insomma, ed essere sempre proiettati verso il futuro per non lasciarsi travolgere dagli imprevisti.

D’altra parte, se il tuo intento è quello di avviare una casa editrice esclusivamente digitale, sappi che eviterai i costi di stampa e affronterai costi di produzione, distribuzione e gestione decisamente più bassi.

Trasformare una semplice bozza, piena di refusi, in un vero progetto editoriale non è roba da poco. Serve un team esperto, aggiornato e competente.

Se hai già trovato il tuo team di collaboratori e ti senti pronto a tuffarti nell’impresa, allora puoi iniziare a buttare giù le tue idee, a fare un progetto e a capire quale direzione prendere.

Come per qualsiasi attività, dovrai porti le giuste domande. Eccone alcune che possono aiutarti a iniziare col piede giusto.

Quali sono i lettori a cui ti rivolgerai? Nel mio team ci sono tutte le figure professionali di cui ho bisogno? Che tipo di pubblicazioni farò e a quali autori rivolgerò i miei servizi? Che altre attività posso offrire? Esistono già case editrici digitali nella mia zona? Come posso distinguermi dalla concorrenza? Che tipo di società voglio avviare, una cooperativa? Esistono dei finanziamenti e delle agevolazioni per l’avvio di un’attività del genere?

Le domande da porsi sono tante, ma la buona notizia è che avviare una casa editrice digitale è semplice e non dispendioso. Ti consiglio di dare un’occhiata ai bandi in corso dedicati ai giovani che desiderano avviare un’impresa per iniziare a mettere in piedi il tuo progetto spendendo il minimo indispensabile.

Essere un editore può rivelarsi un’avventura entusiasmante dalle mille sorprese, ma come ogni avventura non sarà certo una passeggiata. Spero che queste domande possano aiutarti a capire meglio come muovere i primi passi in questo mondo straordinario.

Ecco una piccola guida che ritengo davvero utile, suddivisa in slide, per conoscere tutti i passi per aprire una casa editrice digitale!




Classe 1989. A volte scambio un pennello per una penna e inizio a dipingere parole. Blogger e Redattrice web.

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