Correttori di bozze
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Il correttore di bozze: il mestiere del cacciatore di refusi

Che fa un correttore di bozze?

Be’, tanto. Un testo, prima di essere pubblicato, passa sotto un gran numero di mani e di occhi. È così che si dà vita ai cosiddetti “giri di bozze”, che non sono dei noti campionati di ballo ma delle vere e proprie tranche di revisione!

I giri di bozze sono costituiti da diverse fasi di editing in cui un testo viene maneggiato, corretto e rimaneggiato e non basta fare un giro e neppure due o tre. Insomma, il testo deve risultare perfetto prima di andare in stampa, sia dal punto di vista grammaticale che sintattico, ma anche a livello ortografico e di impaginazione. 

E se si dovesse dire quale mestiere possa essere tanto affascinante quanto complicato, “il correttore di bozze” sarebbe la risposta. Una linea sottile separa la teoria dalla pratica: in teoria, le bozze che passano in mano al correttore di bozze sono già revisionate nella precedente fase di editing. In pratica, invece, no.

I correttori di bozze si trovano a lavorare all’interno di caotiche redazioni dove spesso sono gli stessi redattori a coprirne il ruolo, ma si trovano soprattutto all’interno delle case editrici e spesso lavorando da remoto, collaborando dall’esterno.

Correttore di bozze: occhio ai refusi! 

Ogni casa editrice ha un proprio stile editoriale e una serie di norme che ne regolano l’attività di redazione e revisione. Regole che vanno rispettate, eh.

Queste norme servono a stabilire una linea editoriale coerente ed è l’editore stesso a sceglierla: può riguardare tanto l’utilizzo dei corsivi e dei neretti, quanto lo stile di impaginazione dei testi. Ma delle scelte editoriali parleremo e approfondiremo in un articolo a parte.

Quanto al correttore di bozze, si tratta di un lavoro davvero certosino per il quale ci vuole un occhio allenato per scovare gli errori di battitura e i refusi più nascosti.

Bisogna essere dei pignoli nati e, soprattutto, essere in possesso di un elevato livello di pazienza. Senza quella non potreste correggere neppure un quarto di una singola cartella. Ma non è tutto qui.

Infatti il vero correttore di bozze deve riuscire a distinguere il “vero errore” da quello che non lo è.

Mi spiego meglio.

Spesso può trattarsi di una parola sbagliata o di una frase che non funziona sintatticamente, ma magari si tratta di una chiara volontà dell’autore del testo. Insomma, è difficile trattenersi dal versare un camion di punteggiatura all’interno di un libro di Joyce per darle un tono, ma non si può poiché si tratta di una scelta stilistica ben precisa che non va stravolta. E poi c’è quella fastidiosa licenza poetica da rispettare.

Bisogna quindi comprendere un autore fino in fondo prima di mettersi sotto, studiarne il testo e analizzarlo, capire il suo intento prima di apportare le dovute correzioni. Insomma, badare al significato molto prima che alla forma.

I correttori di bozze fanno uno dei lavori più complessi e senza di loro il mondo dell’editoria sarebbe pieno di refusi e orrori grammaticali. Non c’è dubbio.

Il mestiere del correttore di bozze: ma come si fa?

Note a margine e penna rossa: il kit del perfetto correttore di bozze

Esistono tanti programmi per la revisione automatica dei testi, che permettono di revisionare in modo semplice il testo direttamente sul proprio pc. Uno di questi è proprio Word, che permette di fare la revisione di un testo e di segnarne a margine gli errori. Molti, però, preferiscono fare “alla vecchia maniera”, utilizzando cioè la bozza cartacea. E non hanno tutti i torti.

La bozza cartacea permette di non affaticare la vista e di avere un maggiore controllo del testo. Per correggere una bozza alla vecchia maniera è necessario armarsi di penna rigorosamente rossa, righello, lente di ingrandimento e di un testo originale da tenere a portata di mano come riferimento.

Quando si incontra un refuso nel testo bisogna annotarlo a margine o in cima, ovviamente con la penna rossa. Ma non si annota a caso, esistono dei “codici” ben precisi che il correttore di bozze utilizza per segnalare in modo intuitivo i refusi all’interno della bozza.

Alcuni “codici” della correzione di bozze

La correzione delle bozze di un libro o di un articolo non è molto diversa da quella che la nostra insegnante di latino apportava sulle nostre versioni al liceo. Ricordate tutti quei segni rossi? Certo, come dimenticarli?

Vediamo alcuni tipi di correzione comuni che si potrebbero dover applicare in un testo.

Ad esempio, per segnalare l’assenza di una lettera all’interno di una frase basta collocarsi a lato della riga corrispondente, scrivere uno “/” (barra) e la lettera mancante. Ad esempio, nella parola “atenzione” manca la “t”, a margine scriveremo quindi: “/t).

Non si tratta di una regola fissa, spesso dipende dallo stile di ogni correttore. Si potrà quindi semplicemente sottolineare la parola con la penna rossa e riportare la parola corretta a margine sulla riga corrispondente.

Nel testo è presente una parola sbagliata? Bene, basterà tracciare una linea con la penna rossa sulla parola stessa e margine ripetere il segmento, scrivendo la parola corretta. Se, invece, si nota la mancanza di una parola nel testo si scriverà la classica “V” tra le due parole, nello spazio in corrispondenza della parola mancante. A margine, poi, andrà riscritto il segno “V” più la parola da inserire nel testo.




Se il vostro radar correttivo avvista una parola errata che va cancellata, basterà tagliare la parola e a margine apporre una “(X)”.

Ci saranno sicuramente diverse parole che andranno riscritte in corsivo, maiuscoletto, neretto o tondo. In questo caso dovranno essere inserite le parole abbreviate a margine. Ad esempio, per il corsivo si sottolineerà la parola o la frase e a margine si riporterà la linea, scrivendo “C.vo”. Lo stesso vale per il maiuscoletto, con la differenza che si appunterà la dicitura “M.tto”. Per il tondo stesso procedimento, ma si scriverà “T.do”. Per il neretto, invece, si sottolineerà la parola o la frase con una linea ondeggiata e sul margine destro si scriverà “bold”.

Maiuscolo, minuscolo e interlinea

Se dovrete segnalare l’inserimento di una maiuscola o di una minuscola, basterà apporre una lineetta inclinata sulla lettera di riferimento. A margine scriveremo il segno “/” con accanto la lettera da modificare in maiuscolo, sottolineandola tre volte. Se si preferisce, si può semplicemente scrivere “maiusc”. La stessa procedura vale per il minuscolo, cambia soltanto la posizione delle tre sottolineature, che andranno fatte sopra la lettera e non sotto.

Ecco una valida Guida con tante altre indicazioni utili per la correzione delle bozze. La qualità di una buona casa editrice o di una buona redazione si vede dall’abilità di pubblicare testi ben fatti e “quasi” perfetti. Sappiate che non esiste la bozza perfetta e che anche i migliori correttori di bozze possono sbagliare. Sono andati in stampa tanti libri contenenti refusi più o meno gravi, per un correttore è una brutta botta, ma ciò che conta è l’esperienza. Più esperienza si avrà con i testi e con la correzione, meno si sbaglierà in futuro.

Per quanto possa essere un lavoro stressante, quello del correttore di bozze è uno dei lavori più apprezzati nel settore dell’editoria. Fatevi sotto e occhio ai refusi!

Ecco due libri immancabili sul primo scaffale del correttore di bozze!

  




Classe 1989. A volte scambio un pennello per una penna e inizio a dipingere parole. Blogger e Redattrice web.

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