Ven, Dic 6, 2019
Search intent: cos’è e come usarlo per creare contenuti di valore

Il web, oggi, ruota intorno alle persone. Questo significa che non basta più riempire il blog di contenuti ben scritti o inserire decine di parole chiave all’interno di ogni articolo.

Il lavoro del SEO copywriter è molto più complicato di così, perché dietro ogni ricerca effettuata dagli utenti c’è un bisogno, un’esigenza e una volontà ben precisa. C’è, insomma, un intento di ricerca che va assolutamente assecondato se si vuole fare la differenza e offrire contenuti di valore.

È fondamentale, quindi, che ogni SEO capisca come soddisfare pienamente questo bisogno e come creare, quindi, contenuti davvero pertinenti e utili per gli utenti che atterrano sulle pagine del proprio blog.

In poche parole, ogni SEO deve lavorare sodo sul search intent. Soltanto così riuscirà a scalare la SERP.

 

“Search intent”: cosa vogliono le persone?

Scrivere un articolo non è roba da poco, non lo è oggi. Diciamolo, chi si vanta di scrivere un articolo nel giro di poche ore non è un talento fuori dal comune, ma soltanto uno che ha messo da parte alcuni fattori fondamentali per scrivere un buon blog post: primo fra tutti, l’intento di ricerca.

Oggi non basta più cercare le parole chiave con un buon volume di ricerca e buttarle dentro un articolo per piacere agli utenti e a Google. Perché per scrivere un articolo davvero efficace, che tenga il lettore incollato sulla stessa pagina per più di due minuti e che sia in grado di generare una conversione (anche l’invio un semplice commento), bisogna capire esattamente cosa l’utente che vi atterra dentro desidera leggere.

Quindi, prima di scrivere qualsiasi articolo, chiediti:

  • perché l’utente ha digitato quelle parole sulla barra del motore di ricerca?
  • cos’è che sta cercando esattamente?
  • di cosa ha realmente bisogno?
  • come posso soddisfare questa sua esigenza?

Prima di parlare di un argomento, allora, cerca di capire cosa spinge un utente a digitare una determinata query e inquadra anche la tipologia di articolo a cui appartiene il tuo blog post.

Sembra complicato, ma si tratta soltanto di fare qualche passo in più e di non improvvisare. Quindi, andiamo per gradi.

Vediamo subito quali sono le tipologie di search intent per individuare il taglio dei tuoi articoli, e quindi per scrivere contenuti che siano davvero di valore, e quali strumenti utilizzare per scoprire l’intento di ricerca del tuo pubblico.



Che tipo di search intent è?

Mi spiace, ma non esiste una guida definitiva sul search intent né un vademecum da seguire per cercare le parole chiave dei tuoi articoli e scrivere dei blog post super efficaci.

Esistono, però, tanti modi per individuare l’intento di ricerca degli utenti e scegliere, quindi, le parole chiave giuste, partendo dal presupposto che ogni utente è interessato a un particolare aspetto di un argomento e raramente desidera leggere articoli che vanno fuori tema.

Partiamo dal presupposto che ci sono tre motivi principali per i quali gli utenti effettuano una ricerca:

  • KNOW, informarsi (si tratta di intenti informazionali come, ad esempio, la query “Come si scrive un blog post”);
  • DO, compiere un’azione (questi sono intenti transazionali, come la query di ricerca “Libro sul copywriting”);
  • GO, andare su un sito specifico (questi sono, invece, intenti navigazionali e rispondono, ad esempio, alla query “Corso sul copywriting di Ninja Marketing”).

In poche parole, ogni query digitata sulla barra del motore di ricerca cela un intento ben preciso. Gli utenti, in linea generale, desiderano sapere cos’è e come si fa una cosa, vogliono acquistare un prodotto oppure andare su un sito specifico di un brand che già conoscono. 

È importante, quindi, capire quale intento si nasconde dietro ogni query di ricerca. Soltanto così sarai in grado di scegliere le parole chiave per posizionare bene il tuo contenuto sul web e offrire una risposta di valore a un bisogno o a un’urgenza del tuo pubblico. 

Insomma, devi studiare l’intento di ricerca delle query per tirar fuori le giuste keyword con cui farti trovare dagli utenti. Soltanto dopo aver compreso l’intento di ricerca di ogni query potrai scrivere un contenuto davvero utile per chi lo leggerà.

 

Come scoprire il search intent: gli strumenti

Ok, ma da dove cominciare per scoprire l’intento di ricerca di una query? Avevo già parlato degli strumenti per fare SEO in questo articolo dedicato ai SEO tool. Qui voglio mostrarti gli strumenti principali per individuare l’intento di ricerca e scrivere contenuti di qualità. 

 

Fai un giro in SERP

C’è chi percorre l’Autostrada del Sole e chi, invece, si fa un giro nella trafficatissima SERP di Google. Non ci crederai, ma il primo strumento che devi utilizzare per individuare il search intent delle tue query è proprio la barra di ricerca di Google.

Ti basta, infatti, iniziare a digitare una parola per vedere comparire subito alcuni suggerimenti di frasi. Quelle sono proprio le query di ricerca degli utenti.

Ecco un piccolo trucchetto. Prova a inserire uno spazio prima della parola o ad aggiungerlo dopo la parola e vedrai comparire suggerimenti diversi. 

Aggiungi uno spazio tra le parole per scoprire i suggerimenti e gli intenti di ricerca degli utenti

La query di ricerca su Google per scoprire il search intent

Inseriscine uno in mezzo per visualizzare query più complesse. Per esempio, inserendo uno spazio tra “come” e “sito web”, Google ti offrirà tantissimi spunti per creare i tuoi contenuti come quelli qui sotto. 

Come utilizzare la SERP per scoprire il search intent

 

Per sfruttare al meglio il motore di ricerca puoi anche dare un’occhiata alle ricerche correlate che appaiono in basso, dopo aver digitato una determinata query. Fai attenzione a cosa compare, perché sulla base della natura di questi contenuti riceverai un ottimo suggerimento per creare i tuoi. 

Infatti, possono comparire dei prodotti da acquistare, dei video, delle immagini o degli annunci pubblicitari. Bene, questi sono ottimi suggerimenti per creare il tuo contenuto, perché ti aiutano a identificare meglio il search intent degli utenti. Se vedi, ad esempio, delle immagini suggerite tra le ricerche correlate, significa che devi puntare su contenuti visivi. 

 

Usa Übersuggest e Answer The Public

Come faccio ad avere un report dettagliato delle parole chiave con cui voglio posizionarmi?

Facile, con Übersuggest. Questo strumento gratuito (Neil Patel santo subito!) ti consente di analizzare i dati delle singole keyword e di lavorare meglio anche sul search intent.

Infatti, ti basta osservare il costo per click (CPC) per capire, ad esempio, se si tratta di un intento di ricerca informazionale o transazionale.

Nel caso della parola chiave “corso di blogging”, come vedi, il CPC è di € 1,65. Questo significa che si tratta di una query transazionale e che gli utenti sono interessati ad acquistare un corso di blogging. Se decidi di posizionarti con questa parola chiave, quindi, scriverai un contenuto che risponda a un’esigenza specifica: quella di acquistare un corso di blogging.

Quindi, scriverai una recensione e inserirai il pulsante di acquisto per un corso di blogging o un form di contatto per lasciare la propria email e accedere al corso.

Come funziona Ubersuggest per il search intent

Se, invece, il CPC fosse stato a zero? In questo caso, il contenuto su cui puntare sarebbe stato decisamente di tipo informazionale. Avresti, quindi, potuto parlare dei diversi corsi di blogging o di come realizzare un corso dedicato al blogging.

Con questo tool, come con Answer The Public, è possibile trovare anche long tail keyword e correlate per approfondire la tematica e posizionare meglio il tuo articolo.



Conosci il tuo pubblico

Risulterà quasi banale, lo so, ma in realtà questo è un aspetto che spesso viene ignorato. Conoscere il proprio target e quindi gli utenti che ogni giorno atterrano sul tuo blog e sapere quali sono i loro interessi è il punto di inizio per scoprire il search intent.

Individua, quindi, le tue personas, ovvero dei modelli di utenti che interagiscono quotidianamente con il tuo blog, e definisci i loro tratti distintivi. Questo ti aiuterà a lavorare meglio sull’intento di ricerca e sui contenuti da produrre perché saranno perfettamente in linea con i bisogni del tuo pubblico. 

Ci sono tanti altri strumenti da utilizzare, soprattutto per la ricerca delle parole chiave e delle parole correlate. Se vuoi approfondire ulteriori strumenti ti consiglio di leggere questo articolo sugli strumenti per fare SEO.

 

Inizia subito a lavorare sul search intent

Quando si parla di contenuti di qualità, è impossibile escludere questo fattore. Non conta quanto tempo impieghi per scrivere un articolo, ma quanto valore stai offrendo agli utenti che fruiscono dei tuoi contenuti.

Come hai visto, l’intento di ricerca ti aiuta a ideare, a strutturare e a scrivere un articolo davvero utile per i tuoi utenti, perché risponde esattamente a un loro bisogno e offre una risposta pertinente con la loro domanda.

Si tratta di un dare per ricevere. Perché mettere il tuo pubblico al centro significa anche ottenere qualcosa in cambio: far crescere pian piano il tuo blog o la tua attività sul web.

Inizia a stilare un piano editoriale tenendo conto anche del search intent e scegli con cura le tue parole chiave per posizionarti sul motore di ricerca. 

Buon lavoro!

 



Classe 1989. A volte scambio un pennello per una penna e inizio a dipingere parole. Blogger e Redattrice web.

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