Missione blog: errori da evitare e dritte per farlo bene

Avviare un blog non è soltanto una buona idea, è un’ottima idea, e spesso chi scrive sul web di idee buone ne ha davvero tante. Ma non basta questo per portare avanti un progetto tanto impegnativo come quello di scrivere su un blog: bisogna anche saper scrivere bene!

Ci siamo abituati a leggere un gran numero di contenuti scritti da blogger, seo copywriter e web marketer, tutti molto diversi tra loro. Abbiamo un’opinione ben precisa su ognuno di loro e sappiamo, in linea generale, perché un blog ci piace oppure no.

Ci sono contenuti ben scritti, altri in grado di emozionarci e conquistarci e altri ancora che, purtroppo, ci fanno letteralmente rabbrividire. La brutta notizia è che basta poco per far annegare il proprio blog nel grande oceano dei siti web anonimi e insignificanti. La buona, però, è che seguendo i giusti consigli è possibile evitare che ciò accada e trasformare il proprio blog in un blog di successo.

Ma quali sono gli errori più grandi – e anche i più comuni – che commette chi scrive sul web?




Contenuti autopromozionali e autocelebrativi

Di contenuti così ne vediamo tanti, troppi, e il linguaggio promozionale non risulta quasi mai efficace per chi scrive sul web. Certo, a meno che non vogliate seguire le orme di Media Shopping.

Anche se parlate di marketing non dovete necessariamente comportarvi da venditori e mettervi a scrivere la famosa “guida definitiva” di qualsiasi cosa vi capiti tra le mani.

È un errore che molti web e digital marketer commettono oggi, e non solo attraverso la scrittura, ma anche con i video.

Parlare del proprio brand va bene, ma in una certa misura, in certi contesti e mai in modo autoreferenziale. Ricordare continuamente all’utente che voi siete migliori degli altri e che ciò che fate funziona meglio di ciò che fanno gli altri, non è il miglior modo per creare un seguito di utenti affezionati (e neppure per vendere un prodotto).

A proposito, meglio evitare di inserire troppi “io” e “noi” nei contenuti. “Che si tratti di Twitter, blog o materiale informativo aziendale, sembra esserci una tendenza recente a enfatizzare eccessivamente le dichiarazioni su se stessi o a mettere l’azienda davanti al cliente”, sottolinea il presidente di Artful Thinkers Jamie Glass. E i lettori non amano l’egocentrismo, preferiscono i buoni consigli.




Scrivere tanto per scrivere

Avere un blog soltanto perché tutti ne possiedono uno non è un’ottima premessa per farlo crescere. Alla lunga vi stancherete di scrivere articoli tanto per farlo e gli utenti se ne accorgeranno. Inoltre, trasformereste quella che dovrebbe rivelarsi una piacevole attività di scrittura in un vero e proprio incubo dal quale fuggire.

È ciò che accade a molti blogger che decidono di avviare un proprio progetto di scrittura sul web. Avere un blog è un ottimo punto di inizio per la propria carriera, offre grandissime opportunità e regala enormi soddisfazioni, ma bisogna essere predisposti a portarlo avanti, giorno dopo giorno. A volte, per mancanza di tempo, per incostanza o per eccesso di impegni, la determinazione iniziale lascia il posto all’abulia.

Prima di avviare un blog, allora, pensateci bene. È un impegno a tutti gli effetti che richiede tempo ed energie: bisogna farlo con passione.

Contenuti fatti di elenchi e liste

No, non mi piace fare nomi – a meno che non sia per parlarne positivamente – e non li farò per pura correttezza professionale.

Ebbene, qualche giorno fa mi è capitato tra le mani il classico articolo da marketer – sì, proprio quel malloppo di testo stracolmo di paroloni e frasi a effetto – scritto con l’intento di “rapire” il lettore, trascinarlo in un mondo fatto di guide definitive e titoli cool e indurlo a cliccare sul link del libro in promozione a conclusione della lettura. La prima cosa che ho pensato? “Sembra proprio una lista della spesa”. La seconda? “Perché lo sto leggendo?”. Ecco, è finita lì.

Leggere questo articolo è stato come tentare di aprire una porta chiusa a chiave (senza avere la chiave). E poi ritentare, e ancora, e ancora. Inutile. Tanti spazi, frasi brevi e inconcludenti, parole che si ripetevano e una gran quantità di elenchi sconnessi tra loro.




I cosiddetti listicle, i post fatti di liste strutturate per facilitare il lettore nella lettura, vanno bene. Anche questo articolo, in fondo, è un listicle. Esagerare nell’utilizzo degli elenchi e trasformare un articolo di 500 parole in una lista della spesa no, non è affatto efficace. Mettetevi sempre nei panni del lettore: l’elenco deve servire esclusivamente a guidarlo lungo un percorso ricco di informazioni. Chiedetevi sempre: “sto dando al lettore le informazioni che cerca?”

Copiare o criticare i propri competitor

Copiare? Lo sapete già: Google non ama i contenuti duplicati e rischiate anche di beccarvi una seria denuncia per violazione di copyright.

Le critiche? Se non sono costruttive, ironiche e non offensive servono a ben poco. Si potrebbe chiamare “effetto boomerang”: se parli male dei tuoi competitor, poi, non aspettarti rose e fiori. Ognuno fa il proprio lavoro, chi meglio e chi peggio, ma questo non dà il diritto di farsi belli criticando il lavoro altrui con paragoni e riferimenti poco garbati.

Un esempio è quello riportato da Ninja Marketing sulla strategia “parlo male di te, così è meglio per me” attuata da Uber contro altri professionisti. Per il suo comportamento spericolato Uber si è beccata un sonoro hashtag: #DeleteUber. Ecco qualche esempio di cattivo utilizzo del marketing.

Pubblicità, pop-up e contenuti invasivi

Sono ovunque, affollano lo schermo quando l’utente tenta di leggere qualcosa di interessante e lo fanno fuggire a dita levate nel giro di pochi secondi. Sono le pubblicità invasive e i colorati pop-up di iscrizioni e offerte.

Se il vostro intento è quello di guadagnare attraverso i classici banner pubblicitari sul vostro blog ben venga, ma non metteteli ovunque vi capiti e ovunque ci sia uno spazio libero. Otterrete l’effetto contrario. I banner pubblicitari vanno inseriti nelle sidebar laterali e, in misura minore, all’interno degli articoli: devono catturare l’attenzione sì, ma anche essere facilmente ignorabili.

Lo stesso vale per i pop-up di promozioni e inviti a iscriversi al blog per ricevere consigli e aggiornamenti: collocate i pop-up in basso a destra, non al centro dello schermo, e fate in modo che sia facile chiuderli. Gli utenti vi ringrazieranno.

Il titolo dice una cosa, il testo un’altra

“The Internet always manages to astound me with how much content delivers none of the info promised in the title”. Justin Golschneider non ha dubbi: su Internet si trovano tantissimi contenuti, ma sono pochi quelli riescono a rispecchiare le informazioni promesse nel titolo.

In altre parole, molti blogger fanno titoli “da acchiappo” per spingere i lettori a cliccare sul link dell’articolo, ma spesso questo non contiene le informazioni che il lettore si aspetta di trovare.

Creare false aspettative rappresenta un grande, enorme problema. Il titolo del vostro articolo deve essere efficace, ma anche attendibile e fedele al contenuto cui si riferisce. I lettori non amano perdere tempo e neppure essere presi in giro.




Informazioni sbagliate, assenti, non rilevanti

A proposito delle informazioni, è importante l’argomento di cui si parla per saperne parlare nel proprio articolo. Ne va della credibilità del vostro brand e della vostra professione. Imparate a studiare bene le fonti e, soprattutto, prendete le informazioni che vi servono da almeno tre, quattro fonti diverse (che siano anche affidabili).

Citare gli esperti non vi farà apparire meno professionali e voi non siete certo dei tuttologi. Vi renderete più credibili agli occhi dei lettori, che saranno sicuramente più propensi a tornare per consultare nuovamente il vostro blog.

I vostri articoli, inoltre, devono dare un valore aggiunto ai contenuti in rete. Non utilizzate luoghi comuni, affrontate gli argomenti con una vostra opinione e offrite al lettore prospettive diverse, scrivete contenuti di qualità e ricchi di informazioni utili.

Personalità e design intuitivo

Inutile dirlo, i blog di successo possiedono entrambe le qualità. La vostra personalità deve emergere sia dallo stile del blog che dai vostri articoli e contenuti all’interno del sito.

Dovrete essere bravi a creare il giusto equilibrio tra struttura, immagini e contenuti testuali. Ispirare, motivare e coccolare l’utente è il vostro obiettivo: dovrà sentirsi a suo agio all’interno del blog e muoversi agevolmente tra un contenuto e l’altro, in modo intuitivo e semplice.

Lo stesso vale per i singoli articoli. Occhio alla scelta delle immagini – sceglietele di alta qualità e coerenti con l’argomento -, al design e alla struttura del post.

Come avete visto dar vita a un blog e riuscire a mantenerlo attivo non è affatto semplice, ma facendo attenzione ai dettagli è possibile dar vita a un viavai di utenti contenti e stimolati a seguirlo.

Seguite questi piccoli consigli e ricordate che fare la differenza sul web è la chiave del successo: aggiungete la vostra personalità e fate ogni cosa con passione.

A proposito, hai un blog? Faccelo conoscere commentando l’articolo, saremo felici di darti qualche suggerimento utile!

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I commenti

  1. Rosa ha detto:

    Ho un blog da un anno e mezzo circa, iniziato a casaccio toccando vari argomenti, poi ho capito che non era la strada giusta e ho concentrato gli articoli solo su due. Curiosità e astrologia. Il problema e che inizialmente non sapevo nulla o quasi di SEO e altre cose del genere, e già partendo dal nome ho sbagliato visto che non c’entra nulla con gli argomenti. Mi spiace chiuderlo, ma le visite sono talmente poche che non so più che fare. Un consiglio?

    1. Redazione ha detto:

      Ciao Rosa! Purtroppo non è facile avere tante visite e dipende molto dall’argomento che si tratta. Se ti fossi occupata di food o di gossip, probabilmente, avresti avuto un boom di visite! Il nome dominio non c’entra più così tanto (una volta forse sì), nel senso che non è più così rilevante per i motori di ricerca. Ciò che conta è il contenuto e l’usabilità del sito.

      Inoltre, non so se tu hai indicizzato il tuo sito verificandone la proprietà su Google Search Console e inserendo la relativa sitemap. Devi poi individuare una precisa nicchia di persone a cui rivolgerti, concentrarti sulle parole chiave e creare i contenuti in base a queste (ci sono tanti validi strumenti per trovare le parole chiave migliori). Poi collega il tuo sito ad Analytics per monitorare le attività sul tuo blog e capire il comportamento dei tuoi utenti. Crea contenuti che rappresentino la soluzione ai “problemi” dei tuoi lettori. Poi promuoviti attraverso altri blog, gruppi, communities, pagine social. C’è un duro lavoro dietro, ma col tempo vedrai che riuscirai a farcela. Se vuoi più consigli puoi contattarci attraverso la pagina Facebook di Coffee Writing, saremo felici di aiutarti!

  2. Alessandro ha detto:

    Ciao da qualche mese sto iniziando a curare un blog … delle volte sono costretto, per impegni di studio o lavorativi, a trascurarlo per un po’ .. ma quando ho tempo provo a dedicarci molto tempo …
    questa è la pagina : http://www.labirinto-magico.com

    1. Redazione ha detto:

      Ciao Alessandro! Innanzitutto dovresti “sistemare” la scritta “Homepage” sopra l’immagine. Non so se utilizzi WordPress, ma dovrebbe essere semplice farlo. Per il resto trovo il tuo sito molto interessante. Hai già una pagina Facebook? Oggi, per ingranare, bisogna utilizzare tutti i mezzi a disposizione per coinvolgere ed essere visibili: i social possiedono un enorme potere e riescono a spingere molti utenti verso il proprio sito.
      Continua a lavorare sulla promozione. È un sacrificio, ma ne vale la pena!

  3. Bianca Zaccagnini ha detto:

    Ciao, ho aperto il mio blog di cucina più di due anni fa. Io lo amo e non ci rinuncerei per nulla al mondo ma…che fatica! Poche, poche visite nonostante il tanto impegno e il lavoro di ottimizzazione SEO. Vi lascio il link, se avete qualche consiglio è ben accetto: http://www.grembiuleapois.it/. Grazie in anticipo!

  4. Redazione ha detto:

    Ciao BIanca! Complimenti per il sito, davvero molto carino e ben fatto 🙂 Ho visto che hai ben 73 keyword posizionate e un andamento del sito non male. Intanto fa’ il passaggio da http a https (protocollo di sicurezza): Google oggi tende a differenziare i siti sicuri da quelli non sicuri e potrebbe penalizzare il tuo che non possiede il protocollo.

    Comunque due anni non sono tantissimi e conta molto anche la promozione e la visibilità del sito su diverse piattaforme. Ciò che ti consiglio è di condividere il tuo blog e i tuoi post un po’ ovunque: cerca anche qualche blog disposto a ospitarti (proponi, per esempio, il guest posting). Utilizza soprattutto i social network e le communities per condividere i tuoi post, crea una pagina su Facebook, una su su Instagram e/o un’altra su Pinterest, così potrai coinvolgere maggiormente i tuoi utenti. Il tuo è un argomento che non passa mai di moda e che interessa una grossa fetta di utenti: puoi fare un piano editoriale e proporre le tue ricette con post originali!

  5. Bianca Zaccagnini ha detto:

    Grazie mille, mi consolo! Grazie per tutti i consigli, molto utili! Cercherò di metterli in pratica, poi ti farò sapere!

    1. Redazione ha detto:

      Figurati, è un piacere! Sì, torna a raccontarci come va e non mollare, che sei sulla strada giusta! A presto. 🙂

  6. samanta ha detto:

    Si per fortuna almeno lo dicono! Grazie Est!

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