Micro-copywriting e UX: più micro è il copy, più grande è il risultato

Gen 19, 2021 | Guide, Scrittura | 0 commenti

Partiamo da un assunto: leggiamo, scriviamo, clicchiamo su centinaia di micro-copy ogni giorno, se non ogni ora. Sì, perché anche se sei un semplice utente, e quindi un fruitore di contenuti che utilizza i social media per svago, che riceve email e che naviga sui siti web, hai avuto a che fare con migliaia di microtesti. 

Se sei un copywriter, invece, ti sarà certamente capitato di idearli e scriverli. Per te o per i tuoi clienti.

Ma basta girarci intorno. In questo articolo voglio parlarti per bene del micro-copywriting e di come creare dei microtesti piccoli e potenti

Intanto, ti svelo un segreto: non bastano centinaia di parole per essere convincenti, ne servono al massimo una decina. Credimi, tra qualche paragrafo questa frase avrà un senso e non avrai più quell’espressione perplessa che ti fa venire tante rughe. Tipo così. 

Micro-copywriting: quanto conta la UX? 

Colori, formattazione del testo, posizionamento dei testi, contenuti visivi, font e micro-testi costituiscono gli elementi essenziali dell’esperienza di utilizzo e di navigazione degli utenti.

Quindi diciamo che la UX, insieme al micro-copywriting, gioca un ruolo fondamentale. Sarà per questo che è nata la UX Writing, la combinazione di user experience e copywriting. Di cosa parliamo esattamente?  UX Writing significa scrivere testi in grado di migliorare l’esperienza degli utenti. Significa progettare parole e frasi capaci di guidare nella navigazione di siti web, store e app, con il preciso obiettivo di convincere gli utenti a compiere un’azione. Ovviamente, in modo semplice, chiaro e funzionale. 

Quella dello UX Writer è una figura piuttosto recente, nata nel 2016 in America e approdata nel resto del mondo nel giro di pochi anni. Ma forse bisogna fare un altro passo indietro, perché UX e copywriting si erano già incontrati nel 2010, in occasione delle campagne di raccolta fondi ideate dal Digital Dream Team dell’ex presidente Obama.

In quel caso, bastò modificare la Call-To-Action e scegliere la giusta serie di immagini per far svettare le donazioni e arrivare a raccogliere 60 milioni di dollari. 

GG per gli UX Writer! 

Utilizziamo quotidianamente app e social network, siamo iscritti a decine di mailing list e clicchiamo continuamente su centinaia di link. Un copywriter alle prime armi non basta: serve un professionista specializzato in testi micro, che sappia abbinare le tecniche del copywriting al content design e che sappia tener d’occhio l’esperienza di utilizzo dell’utente. 

Dai pulsanti di acquisto alle CTA nelle app, dalle FAQ alle schede prodotto su Amazon, dagli oggetti delle email ai titoli dei blog post per Google, dalle pagine di vendita alle Facebook Ads: non sfugge nulla all’abile UX Writer. 

Testi micro, ma che parlano forte e chiaro

I micro-copy rappresentano il punto di incontro tra un’azienda e i suoi utenti. Prima di scrivere un micro-copy, devi porti sempre una domanda, anzi facciamo due: Come posso migliorare l’esperienza dell’utente? Come posso aiutarlo a trovare subito ciò che sta cercando? 

Ottimizzando il testo e utilizzando poche parole, ma quelle giuste. E per scegliere le parole giuste devi lavorare in modo strategico, mettendoti sempre nei panni dell’utente.

Lo spazio (a volte) è tuo amico 

“Facile!”, penserai tu. “Che sarà mai scrivere un micro-testo?” In realtà, scrivere testi brevi è molto più difficile che scrivere testi di articoli e di lunghe newsletter.

Sì, perché devi dare il massimo in uno spazio piccolo, piccolissimo. Il messaggio non deve risultare forzato, ma deve essere chiaro e semplice. Deve andare dritto al punto!  Dietro un microtesto c’è un lungo lavoro di strategia e analisi. L’obiettivo è creare testi concisi che facciano apparire l’intera esperienza quasi naturale, fluida e semplice. 

La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.

Questa frase di Antoine de Saint-Exupéry ne “Il Piccolo Principe” spiega perfettamente l’arte della UX Writing. Ciò che devi scrivere è, semplicemente, l’essenziale.

Scegli con cura ogni elemento attorno al tuo microtesto, non solo le parole. Perché sono i dettagli che fanno la differenza.

Che si tratti di una parola, di una virgola, di un singolo un carattere. Ogni cosa conta quando si tratta di micro-copywriting. Ma facciamo qualche esempio per schiarirci le idee.

Esempi di micro-copywriting 

Un semplice “Acquista subito” non suona come un “Cambia la tua vita in un click”. Soprattutto se si creano giochi di parole come quelli che vedrai tra poco.  Ma facciamo qualche altro esempio.

Puoi scrivere “Unisciti anche tu alla nostra community” anziché un facile e banale “Iscriviti”. Oppure, “Hai bisogno del nostro aiuto?” anziché un freddo e poco empatico “Contatta la nostra assistenza”. 

Le parole possono avvicinare oppure allontanare. Sceglile con cura.  Ecco qualche esempio di micro-copy super azzeccato!

Come scrivere micro-copy: consigli utili(ssimi)

Non è cosa dici, ma come lo dici. Cosa spinge un utente a scegliere un prodotto piuttosto che un altro? A navigare un sito piuttosto che un altro?  Abbiamo parlato degli elementi più importanti, come i colori e l’accessibilità.

Ma cos’è che rende l’esperienza dell’utente davvero unica grazie ai microtesti?  Il tono, la chiarezza, la semplicità, la piacevolezza d’uso e l’approccio umano. 

Ecco come devono essere i microtesti.

  • Chiari. Usa sempre la forma attiva dei verbi, mai quella passiva. 
  • Brevi. Usa poche parole, ma ricche di significato. 
  • Semplici. Non confondere l’utente ed evita tecnicismi e parole complesse.
  • Efficienti e funzionali. Guida gli utenti verso la soluzione e non fare giri di parole. 
  • Empatici. Preferisci il “tu” e adotta un tono rassicurante. 
  • Mirati. Metti subito in evidenza i concetti importante. 
  • Inclusivi. Non utilizzare forme femminili o maschili, tranne quando necessario e richiesto. Usa un linguaggio accessibile e condivisibile. 

Ah, dimenticavo. Creativi! I microtesti devono trasmettere la personalità dell’azienda o del professionista e spingersi dove altri non hanno ancora avuto il coraggio di spingersi. 

Micro-copywriting

CTA che convertono

Le Call-To-Action sono l’emblema dei microtesti e scriverle bene è essenziale, perché invitano gli utenti a compiere un’azione e si trovano sempre su pulsanti che portano su pagine di conversione (lead pages o squeeze pages, pagine di vendita o e-commerce). 

È senza dubbio fondamentale, quindi, essere convincenti. E per essere convincenti non basta scrivere in italiano corretto, ma essere creativi e chiari senza dimenticare che l’obiettivo è invogliare l’utente a cliccare. 

Oggetto dell’email e newsletter che si fanno notare

Uno dei micro-copy più importanti, ma anche dei più urticanti, per un copywriter è proprio l’oggetto delle email. Le email sono ancora oggi molto potenti ed efficaci ed è forse per questo che ogni giorno veniamo sommersi da decine o centinaia di email che, diciamolo, spesso neppure abbiamo voglia di aprire. 

Alcune passano inosservate altre, invece, catturano la nostra attenzione. Se ben scritte, non ci fanno desistere dal click. Probabilmente te lo sei chiesto tante volte e non hai mai capito esattamente cosa scrivere in quel microspazio in cui giocarsi (quasi) tutto.  Ok, sveliamo l’arcano. Cosa diavolo deve esserci in un oggetto in email? Come deve essere scritto affinché l’email a cui abbiamo dedicato tanto tempo e attenzione venga letta?

  • Inserisci il benefit: l’email è carina, simpatica, ben scritta. Ok, ma l’utente cosa ottiene in cambio del suo click? Be’, comunicaglielo nell’oggetto in modo che abbia ben chiaro il “perché” dedicarti del tempo;
  • Non dimenticare la CTA o invito all’azione: per rendere efficace il benefit, è fondamentale inserire una chiamata all’azione altrettanto chiara e convincente; 
  • Usa numeri ed emoji (se è il caso): i primi, oltre ad occupare poco spazio, consentono all’utente di leggere più rapidamente e a comprendere facilmente l’intento della tua email. Le seconde, attirano l’attenzione e possono essere utilizzate per smorzare il tono della conversazione;
  • Parla con l’utente: non solo usando il “tu”, ma chiamandolo per nome. Sì, perché una delle funzionalità più interessanti delle email riguarda la possibilità di inserire il nome esatto del destinatario. Un utente che si è iscritto alla mailing list, ad esempio, sarà ben felice di aprire l’email sentendosi “chiamato in causa”.  

Meta-testi: title e description di Google

Ti hanno detto che devi posizionarti per farti trovare. Sacrosanto. Però, una volta che ti hanno trovato, sei sicuro sicuro che cliccheranno sul micro-copy per atterrare sul tuo sito web? 

No, perché può capitare anche che il primo risultato di ricerca risulti così poco convincente da far passare l’utente al secondo, al terzo o addirittura verso l’infinito e oltre. Dal meta-title alla meta-description (e soprattutto quest’ultima), ciò che conta non è tanto la parola chiave inserita, quanto piuttosto il contenuto. Si tratta di un micro-copy di soli 156 caratteri che, come l’oggetto dell’email, deve mostrare un benefit, un teaser e una CTA. Insomma, essere davvero convincente e originale.

Ricorda, inoltre, che l’utente ha digitato una query ben precisa. Devi quindi rispondere a un suo bisogno o a una sua richiesta. Lavora sul search intent e crea un micro-copy accattivante e creativo, che offra una soluzione chiara e una buona promessa che puoi mantenere. 

Bio, post sui social e Facebook Ads

Hai passato ore ed ore davanti alla bio di Instagram o a quella di Twitter? Bene! Quel micro spazio dà senza dubbio del filo da torcere a chi deve presentarsi come si deve e farsi seguire dagli utenti. 

Farsi conoscere è importante. Fai sapere di cosa ti occupi, quali sono le tue passioni, mostra la tua personalità e usa la creatività. Inserisci anche un link al tuo blog, al tuo sito o al tuo podcast per invitare la gente a seguirti anche altrove.  E vogliamo parlare dei micro-copy dei post sui social media o di quelli delle Facebook Ads? Anche in questo caso non si può sorvolare sul testo, che deve essere breve e conciso, chiaro ed empatico, creativo e convincente. Soprattutto se stai spendendo dei soldi e li stai investendo tutti su una campagna promozionale per la tua attività. 

FAQ, Pagine 404, form di contatto e menu

I micro-copy sono ovunque, anche in quelle pagine o in quelle sezioni dei siti web che svolgono una funzione di accompagnamento e supporto. È il caso delle classiche pagine 404 o dei moduli di contatto, ma anche delle singole voci del menu di un sito web. 

Si tratta di microtesti molto importanti anche se, diciamolo, spesso sottovalutati e lasciati un po’ al caso. In realtà, curare questi testi rende maggiormente efficace l’esperienza di utilizzo e di navigazione degli utenti. ‘Che, senza, si sentirebbero persi!

Micro-copy per grandi copywriter

Il mondo del copywriting è cambiato perché il modo di comunicare è cambiato. I micro-testi sono sempre esistiti, ma erano privilegio quasi esclusivo dell’ambito pubblicitario. Oggi, i micro-copy sono letteralmente ovunque: guidano, supportano, convincono, stimolano, ispirano centinaia di migliaia di utenti ogni giorno. 

Saper scrivere testi micro non è più una scelta per i copywriter, ma una necessità. Serve un po’ di allenamento, un ottimo spirito di osservazione e tanta creatività. E non dimenticare: gli utenti non comprano prodotti, ma esperienze ed emozioni!

Scritto da Clara Amico

Scritto da Clara Amico

Copywriter & UX Writer

Classe 1989. Cacciatrice di refusi e copywriter poliedrica. Ho iniziato a coltivare il mio amore per la scrittura collezionando penne dall’età di tre anni. Oggi, vivo di parole, UX e microtesti e la qwerty è diventata la mia penna più preziosa.

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