Caffè Corretto

Si può dire “perplimere”?

Molte volte ci è capitato di imbatterci nel verbo “perplimere” e sono in tanti ad utilizzarlo nel significato di “essere perplesso”. Ma questo verbo esiste davvero?

 

L’Accademia della Crusca afferma che «il verbo perplimere significa “essere perplesso” o “rendere perplesso”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).»

Quando si dice “io sono perplesso” si tende a credere che “perplesso” sia un participio passato, quando in realtà è un aggettivo. Perché? Perché si associa ad “espresso” che è il participio passato di “esprimere”. Da qui la coniazione del verbo “perplimere”, la cui esistenza non è attestata nella lingua italiana

Se fossero state seguite le regole etimologiche, oltretutto, si sarebbe coniato il verbo “perplettere” e non “perplimere“. Quindi “perplimere” non è considerato un verbo italiano, almeno non nel suo significato letterale. L’unico dizionario ad averlo inserito nel proprio registro è la Garzanti online con la dicitura “(scherz.)”, ovvero di termine utilizzabile soltanto in un contesto ironico/comico.

 

Ma chi ha inventato questo termine?

Ebbene, il simpatico neologismo si deve a Corrado Guzzanti che, negli anni ‘90, lo utilizzò durante la nota trasmissione televisiva “Avanti”, condotta dalla Dandini. La parola uscì sotto forma di diverse coniugazioni verbali durante i dialoghi tra Rokko Smitherson interpretato da Guzzanti -, e la conduttrice.

In effetti furono tanti i nuovi termini coniati da Corrado Guzzanti durante la trasmissione, ma soltanto “perplimere” ebbe enorme successo, tanto da essere divenuto nel tempo un termine largamente utilizzato sia nel linguaggio scritto che orale.

 

Si può usare quindi, oppure no?

È vero, nella lingua italiana manca un verbo in grado di esprimere pienamente l’azione dell’”essere perplessi”. Nonostante Corrado Guzzanti sia riuscito a colmare questo enorme vuoto con un termine morfologicamente perfetto, il verbo “perplimere” continua a non fare parte del sistema linguistico italiano.

Sappiate però che è possibile utilizzarlo se inserito in contesti scherzosi e chiaramente ironici.

Classe 1989. A volte scambio un pennello per una penna e inizio a dipingere parole. Blogger e Redattrice web.

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