Uso dell'apostrofo
Caffè Corretto

L’apostrofo: il segno più maltrattato di sempre

«È piccolo, inerme, cedevole. È una dolce carezza, un sopracciglio ammiccante, un sussurro d’inchiostro, una lacrima lasciata in dono dalla vocale perduta».

«È l’apostrofo, quel segno rappresentato graficamente da una virgoletta che galleggia nell’aria. Non fa male a nessuno; se ne sta lì buono a segnalare la caduta di una o più lettere di una parola. È solo, indifeso, esposto e, proprio per questo, crudelmente maltrattato».

Sono le parole di Antonio Roscia per IlLibraio.it.  Quando si parla d’apostrofo non si scherza mica. Gli orrori sul web fanno venire i brividi persino a Carpenter e, ahimé, pare proprio che gran parte del popolo italiano non ne voglia sapere di uso corretto della lingua.

Noi facciamo di tutto per spammare a destra e a manca manuali di grammatica, regole e consigli di punteggiatura. Noi ce la mettiamo davvero tutta per combattere l’uso improprio dell’apostrofo. Il più maltrattato, senza dubbio alcuno.

Nel suo divertente manuale Roscia passa in rassegna una serie di usi impropri dell’apostrofo, contestualizzando gli orrori grammaticali nel linguaggio contemporaneo. Un libro acuto e ironico che vale la pena di leggere.

Non maltrattate lapostrofo”, ma intanto prendete i popcorn!

«… un’abbraccio, con quel segno sconsiderato che rende spiacevole persino un gesto d’amore; po’, che muta in pò con l’accento (tanto, apostrofo e accento si somigliano e non se ne accorge nessuno) o, privo di orpelli grafici, è trasformato nel fiume che attraversa la Pianura Padana; qual’è invece del corretto qual è, che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – è un troncamento e non un’elisione. «Non centraniente». Centra, voce del verbo centrare; «Tamo da morire».Tamo, voce del verbo tamare».

E ancora: «È più di un ora che aspetto», «Dalle dieci, allincirca», «Doveri andato a finire?», «È tutta colpa l’oro», «Non cè problema», «Sono daccordo con te», «Dici d’avvero?», «Può d’arsi», «Ho preso centodieci e l’ode», «L’ascialo stare», «Vengo tenuto sempre all’oscuro di tutto», «Te lo ripeto per lennesima volta», «Un’uomo solo al comando», «Cantiamo linno d’Italia», «Grazie l’ostesso». «La medaglia doro e la cornice dargento», «Salvador D’Alí e García L’Orca», «Il Padre Nostro e Lave Maria».

Meglio di qualsiasi film di Carpenter, eh?

 

Classe 1989. A volte scambio un pennello per una penna e inizio a dipingere parole. Blogger e Redattrice web.

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